5 errori da non fare quando hai ospiti a cena

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Vi è mai capitato di accogliere i vostri dodici ospiti ancora con le mani in pasta e la cucina in stato di agitazione? Che poi magari, nel massimo del delirio, suonassero alla porta anche degli ospiti inattesi, di quelli che ti dici “E mo questi dove li metto?”. Che l’attaccapanni da salotto crollasse addosso al secondo ospite che ci abbia appoggiato sopra la giacca? Se tutto ciò non vi è mai successo (o magari vi è successo di peggio e non volete raccontarlo), avete tutta la mia ammirazione. Pur senza negare l’esilaranza coesiva (lo so, a rigor di vocabolario “esilaranza” non esiste, ma a me suona bene così) che scoppia dall’imprevisto imbrattando tutto e tutti e scaldando l’atmosfera, possono esserci situazioni in cui la priorità è scansarsi da ogni imbarazzo. Ecco allora 5 piccoli accorgimenti nati da altrettanti incidenti vissuti dalla sottoscritta:

  1. Se si tratta di una cena, non invitate un numero di ospiti superiore a quello delle sedie presenti in casa. Non tutti apprezzeranno di vedersi arrivare l’addetto alle consegne del supermercato con due sedie incelofanate davanti alla tavola imbandita (e meno male che i supermercati sono aperti fino alle nove di sera…), o il vicino di casa in canottiera che si dà da fare a prestare seggioline e poggiaculo di varie forme e misure rimediati lì per lì.
  2. Verificate (meglio se con un aiutante) la stabilità dell’attaccapanni del salotto, guardando che sia ben avvitato in ogni punto, dalla base in su – ci sarà pure chi avrà bisogno di poggiarci in cima il cappello! Ma se ve la sentite di osare, vi assicuro che l’ingresso con crollo dell’attaccapanni e caduta dei vari pezzi può aiutare come nessun altro espediente a rompere il ghiaccio in una compagnia di persone che non si conoscono, o fra cui vigono ancora quella riverenza e quel distacco da conoscenza superficiale. Se avete bisogno di scaldare il clima fin da subito, quindi, ribaltate lo scopo di questo accorgimento.
  3. Calcolate bene le portate che volete servire in base alla vostra capacità: direi che è meglio poco e da leccarsi i baffi che tanto raffazzonato e brutto a vedersi. E toglietevi dalla testa di accontentare per forza i gusti di tutti gli invitati, tanto la maggior parte non proromperà in quel bestemmione di apprezzamento che tanto vorreste sentire per risarcirvi di una giornata frenetica tra i fornelli.
  4. Calcolate bene non soltanto le portate, ma anche i tempi. Se non volete accogliere gli ospiti sudati, coi capelli in disordine e le macchie sul vestitone sformato da casa, ritagliatevi il tempo per la cura personale prima degli ultimi ritocchi in casa e/o in cucina. Il trucco è pensare di essere voi stesso un invitato che si presenta in casa altrui, non lo sguattero in attesa dei commensali. Anche se, devo confessarvi, l’ho provato sulla mia pelle e non mi sono sentita così a disagio come avrei immaginato, anzi, credo di aver riscosso perfino una certa ammirazione: in fondo Cenerentola che sgobba in cucina è pur sempre una fantasia erotica delle più radicate. Non so se possa valere lo stesso riferito agli uomini, ma io propenderei per il sì… Insomma, valutate bene l’effetto che volete sortire e tutti i possibili effetti collaterali: l’imperativo è sentirvi a vostro agio!
  5. Assicuratevi di avere le lampadine di ricambio per tutti i punti luce della casa: cosa direte altrimenti ai vostri ospiti quando il lampadario della cucina si fulminerà sopra la tavola in piena attività? Nel mio caso, devo ringraziare che ci avesse pensato qualcun altro a casa (il mio angelo custode), perché, sì, mi è capitato anche questo. Tenetevi pronti a sostituire, svitare e avvitare lampadine allora, e ricordatevi che l’elettricità è particolarmente sensibile ai nervi tesi, perciò… regolatevi fin dagli inviti per non mettere a rischio l’armonia di casa.

Potrei non fermarmi qui, ma mi fermo, in attesa di nuove figuracce (o non sarebbe forse meglio dire aneddoti?) con cui allungare la lista in un prossimo articolo.

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