Il giorno libero è… un inno alla lentezza

Cosa faccio nei miei giorni liberi da lavoro, ossia nei miei fine settimana? Me lo chiedo spesso il lunedì, quando in un soffio mi ritrovo di nuovo schiacciata nel vagone della metropolitana per raggiungere l’ufficio.

Non faccio molte cose; non così tante come mi riprometto ogni volta. Può capitare che pulisca casa, se sono ispirata e cerco una scusa per sparare la musica che mi piace. Può essere che abbia voglia di fare una passeggiata diurna, finalmente in strada con la luce del giorno. E poi cade l’occhio su qualche vetrina, se non sono andata al mare, e allora passo così due o tre ore, a fare shopping guidata da imprevedibili colpi di fulmine – e intanto mi ritrovo alleggerita di qualche decina di euro appena ricevuto lo stipendio. Nei miei fine settimana prendo il tè al bar con qualche amica o amico, faccio progetti e filosofeggio, scrivo, raccolgo inviti ad aperitivi, esibizioni di musica dal vivo, cene e pranzi e a qualcuno riesco perfino ad andarci senza arrivare troppo in ritardo. Vado a ballare, se mi va – per lo più la dance di adesso o post-punk, come agli albori. Oppure i remix dei neomelodici, con quella loro superficialità ingenua e abbagliante, sublimata dalle sonorità zingare e conservative. Mi godo il centro di Atene e i suoi dintorni, mi godo il divano, mi godo la cucina e i miei ospiti, mi godo un film, un libro o il labirinto internettiano. Con le lavatrici da fare, con gli amici venuti da lontano da portare in giro, col frigo vuoto e con le chiacchiere, belle chiacchiere pigre di vino e senza orari.

Posso fare tante cose, nel mio fine settimana – tante in generale, poche, pochissime per volta in pratica –, ma la vera essenza del giorno libero è poterle fare con lentezza, con una voluttà incurante dell’orologio, dolce e tremenda. Nella lentezza si riaccende la fantasia – l’ingegno, l’amore → tutto si riaccende nella lentezza e nei blandi movimenti viva come non mai mi sento e senza più sensi di colpa vivo colando morbida e densa dentro il mio mondo. E non c’è cosa più intima e profonda di condividere coi miei affetti la lentezza.

Lentezza è il tempo della libertà.

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