La bellezza contorta di Egon Schiele

Se fossi un quadro? Probabilmente mi piacerebbe essere firmata Egon Schiele. Forse influenzata da chi trovava nella me post-adolescente una qualche sintonia coi suoi soggetti femminili. Ma non è solo in quelli che si ritrova quell’ipnotica intensità espressionista a cui volevo assomigliare, a cui mi sento così vicina. È quel coagulo pulsante di vita e malattia a catturare in tutti i ritratti di Schiele: la bellezza contorta di chi sente troppo. La vita, malattia incurabile che ti mangia dentro.

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