Pioggia, sole forte e Crohn: tutti i sintomi del cambio di stagione

Me ne dimentico quasi, con il dolce equilibrio delle stagioni estreme. E poi ecco, fra i soli febbrili e gli scrosci invernali di febbraio, che mi sorprende l’ormai ben noto dolore infiammatorio al ginocchio sinistro e a entrambe le caviglie.

Ben noto, eppure ogni volta è come la prima; con un po’ di consapevolezza in più. Già lo aspetto, il dolore, acquirsi verso la sera, insieme a un po’ di febbricola, a quella stanchezza ebbra che mi fa passare la voglia di uscire per mettermi dentro quella di guardare un film sul divano. Dovrei forse rivedere la cura con il mio medico – con i miei medici? Come l’anno scorso, come due anni fa.

Capita anche in autunno, di sentirsi riaccendere dentro i sintomi, ma è molto più blando: sarà che nelle articolazioni circola ancora il calore taumaturgico dell’estate mediterranea. Di tutti gli asklepieion in cui sono andata a bere il sole medicamentoso all’ora della siesta, sdraiata su qualche colonna sdraiata. Ecco, allora ho la soluzione: penserò con tutte le mie ginocchia e con tutte le mie caviglie e le pieghe contorte del mio intestino al sole degli asklepieion in estate, alla luce che filtra fra le colonne dei templi antichi e sulle rovine delle antiche città vicino al mare.

La stagione sta cambiando e io voglio essere forte per godermi tutti i suoi sintomi. I miei sintomi rivivo nel suo passaggio. Ora mi sbizzarrisco con tutti i miei presidi.

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