Pomeriggio di creatività crohniana con Samia Kouider a Roma

È un pomeriggio uggioso di maggio, quello in cui arrivo a Roma, di pioggerella intermittente e cielo chiuso. Ma ad aspettarmi fuori dalla Stazione Termini per le poche ore che trascorrerò in città c’è Samia Kouider, che mi accoglie con l’energia calorosa e l’entusiasmo di chi sa trovare nel vissuto personale un nutrimento continuo per le proprie capacità. A partire da quelle creative…

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Samia Kouider

Come racconta sul sito della sua linea di lingerie per stomizzate, oStomyPRIDE, Samia Kouider, affetta dalla malattia di Crohn, ha messo insieme le sue competenze di ricercatrice sociale e le sue doti manageriali e creative con ‟la sua nuova condizione di donna che convive con una sacca attaccata al proprio corpo″. Così, nel 2018, ha realizzato il progetto oStomyPRIDE, attraverso il quale i modelli di costumi e intimo per stomizzate da lei stessa disegnati sono diventati una realtà accessibile alle tante donne stomizzate che non vogliono rinunciare alla loro femminilità. E se la bellezza si potesse anche combinare con una maggiore comodità, sicurezza e qualità? A questo ha pensato Samia, mai completamente soddisfatta dai modelli di intimo e costumi per stomizzate provati nella sua esperienza – e che spesso restano di difficile o lenta reperibilità per il pubblico italiano.

Pezzi unici con zip strategiche per facilitare il cambio della sacca e bikini con slip a vita alta per i costumi da bagno, intarsi velati o di pizzo che fanno pensare alle danzatrici del ventre per l’intimo e, in entrambi i casi, una varietà di colori e modelli adatti a soddisfare un pubblico di donne giovani e mature e a valorizzare diversi tipi di fisicità. Niente male come linea di partenza.

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A rendere unici i modelli oStomyPRIDE, è anche la sorprendente attenzione per i materiali, naturali e antiallergici: mai indossato nulla di più di soffice e impalpabile del completino blu in fibra di latte che vedete in foto.

Così trascorriamo le due orette a nostra disposizione nell’appartamento di un’amica a San Lorenzo, a chiacchierare della nostra esperienza con il Crohn (scopriamo di essere state visitate dalle stesse équipe chirurgiche a Bologna e Vercelli) e, soprattutto, di creatività crohniana, come la definisce Samia scattandomi la foto e raccontandomi di come sono nati alcuni suoi modelli. In fondo è proprio grazie alla nostra creatività crohniana che abbiamo avuto l’opportunità di conoscerci e di condividere la nostra esperienza, come abbiamo voluto sintetizzare nella foto.

Poi si fa tardi, mancano venti minuti al mio treno per Napoli. Correndo, mi accorgo che non ci siamo fatte nemmeno una foto insieme, ma non importa: sarà per la prossima volta!

 

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