Un po’ di SI e di NO per il 2019

Sì, ne ho anch’io di buoni propositi per l’anno appena iniziato, come tutti. Fare, disfare, progettare, appuntare, impegnarsi: è il nostro modo di rinascere a ogni inverno, come le giornate che proprio quando fa più freddo cominciano nuovamente ad allungarsi. E cosa progetto io in questo mio letargo onirico e indaffarato? Poche cose, in realtà. O forse tante, ma che si possono concentrare in qualche SI e qualche NO: e già imparare a dire dei SI o dei NO senza troppe perifrasi è un grande passo per una bilancia che oscilla costantemente da un piatto all’altro.

SI…

  • a dire dei NO, quando in fondo non mi va qualcosa, non ne ho il tempo, le energie, l’ispirazione o la convinzione

  • ad ascoltare quella voce interiore che a volte urla per indicare la strada che ho un po’ smarrito

  • a lavorare e a fare dei sacrifici per il bello. E con il bello intendo soprattutto la scrittura, l’arte, una dimensione conviviale tutta da costruire. E lo so già che ci vorranno qualche rinuncia e tanta disciplina per vedere i frutti

  • a rendere speciale (o anche soltanto più leggera) la vita a chi mi vuole bene, a quel circolo ristretto di persone che ci sono per il semplice piacere di esserci l’uno per l’altro, anche quando non abbiamo nulla da offrire o da prendere che noi stessi e i nostri problemi, le nostre fragilità, quell’umanità di cui a volte ci si vergogna.

NO…

  • ad accogliere nei miei discorsi parole che non sento mie. Non mi riferisco alla sincerità di quanto si dice, parlo proprio delle parole utilizzate. Ci sono parole che sminuiscono la realtà di cui si parla, altre che mi sono antipatiche per suono, storia o esperienza personale, ma che per comodità o pigrizia continuano a entrare nei miei discorsi. Ecco, perché accettare di dire qualcosa in cui non mi ritrovo, quando la bellezza della lingua sta nella ricerca delle sfumature che meglio rendono l’idea di ciò che si vuole dire?

  • a rimuginare sulle cose che fanno male e mangiano il presente, a sforzarsi di capire qualcosa che non vuole farsi capire, che è gratuitamente complicato

  • a sentirmi sbagliata a priori e sempre in dovere di dare giustificazioni, premesse e attenuanti rispetto a quello che faccio e non faccio, a come lo faccio

  • ad avere fretta della cose. Quella fretta negativa e (auto)distruttiva, intendo, non la volontà di fare accadere le cose nel tempo giusto per gustarsele.

Buon 2019 sul ritmo dei SI, NO e FORSE in cui potervi sempre sentire un po’ di più voi stessi: quelli che preferite essere, ogni volta.

5 pensieri riguardo “Un po’ di SI e di NO per il 2019

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