Io ballo da sola

Non sopporto le tavolate inutili-ufficiali a cui si siede un’accozzaglia di gente solo per sentirsi meno sola e passare il tempo fra chiacchiere che scivolano, per annoiarsi insieme, senza nemmeno la verve del delirio felliniano o il gusto mediorientale del tempo che cola. La vita è breve, io non ho tempo di annoiarmi-scazzarmi, né di prestare il mio tempo alla noia altrui; io il mio tempo voglio condividerlo soltanto per piacere, amore, passione, divertimento, arte, costruzione-creazione-ricreazione, affinità, crescita, amicizia, non per noia o disperazione. L’ho capito una volta di più estraniandomi, a un qualche appuntamento che io stessa avevo messo in moto. Perché? Per una curiosità mal centrata, un entusiasmo frainteso. Per l’impazienza che mi è talvolta nemica. Ma poi anche amica, perché mi fa trovare il coraggio di sfilarmi quando non mi sento viva nelle cose, di cercare le cose vive e andare a viverci dentro.

Io ballo da sola la notte nella sala di un locale pieno, in ufficio, dove parlo e mi connetto agli altri solo quando e come mi viene spontaneo – e se sto zitta a pranzo sul mio piatto e non ho niente da dire, chissene frega – ascolto, se mi va. E rido, quando è bello ridere e guardarsi negli occhi e dirsi qualcosa che si ha voglia di dire. Allora tutto è diverso, e lo senti, con chi è diverso, anche quel poco di diverso che c’è sotto pelle. Ed è tutta un’altra cosa.

Ballo da sola ogni volta che un amico di amici appena conosciuto si sente in dovere di provarci nei modi più miseri per l’uomo e per la donna, tradendo l’egoismo infantile di chi non sa sentire gli altri, capire se c’è o non c’è. Perché dentro e fuori di lui c’è solo lui. Il fiuto appartiene a chi è solo, a chi è silenzioso; a chi ha amato e studiato gli altri fino a captare la più singola percezione, un pensiero inespresso, le voglie. Non è lo stare fisso in mezzo alla gente che fa l’uomo più umano; è come ci stai con quelli con cui vuoi davvero stare, in quel tempo che è un’estensione della tua casa, che è il ritmo della tua vita. Sono le persone che coltivi e per cui ci sei per il piacere di farlo, per l’intimità vera che senti. Non il chiacchiericcio, che comunque a volte, quando capita che non l’hai cercato, può essere illuminante. Questione di scelte, e basta. Di urgenze.Un’ecologia ed estetica personale.

Io ballo da sola perché pochi sono quelli che ballano da soli, e ballando da soli non sentono il bisogno di dimenticare di ballare da soli nel mucchio leggero dei piatto ricco mi ci ficco e tanto per e io mi sono appena lasciato sai, sarebbe bello uscire. Perché a tavola un commensale vale l’altro, ma per me non è così. Non faccio sedere chiunque dove vi sedete voi che ballate da soli. Io ballando da sola intreccio il mio passo con chi scandisce un ritmo in cui il mio passo danza.

9 pensieri riguardo “Io ballo da sola

  1. Credo che sulle tavolate possano e siano stati fatti studi sociologici. Si sa che chi siede solo pochi posti più in là rimarrà estraneo eppure mai si accondiscenderebbe a gruppi in tavoli separati. Comporterebbe delle scelte, delle esclusioni, forse più intimità. Condivido le tue riflessioni e preferisco le cene a due ma solo se ben assortiti.

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  2. A me è successo in passato di fare cose, frequentare persone seguendo un cliché, che forse ricalcava il modello sociale “ideale” della mia famiglia di origine. Sono stata salvata dal senso di profondo malessere che accompagnava queste e esperienze: ave rei voluto divertirmi e mi ritrovavo tesa e annoiata e falsa, come se l’altrui falsità mi avesse contaminato. Così ho cominciato a dire no a tutto quello che non sentivo davvero mio e sono molto più a mio agio. Il mio guaio é che non vorrei essere così sola…

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    1. È una specie di equilibrio difficile a trovarsi, anche perché raro è trovarsi a certi livelli di affinità. A volte l’incoscienza aiuta a sfiorare realtà in cui si incontra chi non si sospettava, quei pochi ma buoni che… E amare questo tratto di sé in qualche modo è una calamita una forza. Un caro saluto 🙂

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      1. Grazie, io i pochi ma buoni li ho persi per strada… i casi della vita… si parte, si cambia, ci si perde di vista… ma per loro c’è sempre un posto nel mio cuore. Quanto al resto, sono contenta delle scelte che ho fatto… sto bene con me stessa, sempre pronta però al confronto, all’ascolto, al dialogo. Ciao, buon pomeriggio.

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