Versi #19 (Sono tornata…)

Nell’ultima chiave c’era il deserto
non ricordo che ora fosse avevo smesso
di capire se avessi caldo o se avessi freddo.
La sabbia
negli occhi, che parla
tante voci compaiono e parole
strisciano
sepolte e nell’aria confuse
fanno e dissolvono strade, stanze sepolcri.
La linea si piega, in un cerchio.
Tutto subito devi attraversare una tempesta che ti sembra di coltelli
da quanto fa male. Come nelle Cicladi ti ricordi? Quando soffia il meltemi, che in spiaggia non ci puoi stare. La sabbia dappertutto ti punge e ti dice vattene in camera.
In camera non sono tornata
non c’era più la strada
un serpente d’aria accecante modella la terra e sconvolge
le tracce.
Nella tempesta chiudi gli occhi e la via
si disegna coi piedi. Nei piedi e negli occhi è un soffio
la via
fra voci che si confondono a un mare invisibile
e profondo.
Ti lasci trafiggere da tutte le fioriture;
quel profumo, nell’aria, sei tu,
l’occhio con cui ti guardi alle spalle.
Non sentivo più né il caldo, né il freddo.
Ed ero duna, porta immemore, lo svolazzare del fuoco
dietro una tenda bianca.

Non è che mi sono persa:
mi sono proprio disfatta.

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