Ricanalizzazione dopo la stomia: un bivio narrativo

Oggi aprendo Instagram mi è capitata sotto gli occhi la foto di due medici dell’équipe da cui sono stata curata e operata all’Ospedale Mauriziano di Torino nel 2014, entrambi al Congresso Nazionale IGIBD. Cioè, uno dei due – il gastroenterologo – è lui di sicuro. Lei, il chirurgo, sembra proprio lei, ma non riesco a trovare il suo nome nel programma dell’evento. Ad ogni modo, quell’immagine mi ricorda che sono quasi sei anni che mi tengo cara la mia stomia temporanea, confezionata per durare qualche mese.

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La coincidenza è che mi imbatto in quella foto come un promemoria dopo aver affrontato dentro e fuori di me questo discorso nei giorni scorsi, che forse è il momento di riprendere in mano le fila e provare anch’io come tanti altri la strada della ricanalizzazione. Decisione non facile a prendersi e rimandata di anno in anno – forse mai davvero presa in considerazione, in realtà.

Perché? Perché la vita con la colostomia confrontata con gli anni di corse in bagno è una pacchia, perché fa paura una nuova ospedalizzazione, un nuovo intervento, una nuova convalescenza. Ma fa paura soprattutto l’incognita del dopo: come si assesterà il mio corpo? Che ricadute ci saranno sulla mia vita personale di tutti i giorni? Manterrò la qualità della vita e stabilità sperimentata negli ultimi anni?

E dire che, subito dopo l’intervento, i due-tre mesi di colostomia che mi avevano prospettato mi sembravano un’eternità, e sognavo in ospedale che soltanto dopo qualche settimana mi avrebbero ricanalizzata, che tutto sarebbe andato a posto prima del previsto. E invece alla mia stomia temporanea – battezzata poi Tino – mi ci sono affezionata e legata così tanto da confonderla quasi con me stessa. Io sono (anche) la mia colostomia: come una cicatrice, il segno della voglia di vivere, del dolore che è ritorno affamato alla vita. D’altronde scrivere un nuovo capitolo implica sempre una ristrutturazione del sé… come il romanzo che ho nel cassetto, così la ricanalizzazione: entrambi richiedono soprattutto un grande sforzo narrativo.

6 pensieri riguardo “Ricanalizzazione dopo la stomia: un bivio narrativo

  1. Ciao, capisco in parte quello che provi, io ho scritto su di me il capitolo di cui parli e sono felice! Le tue parole mi fanno pensare tanto e a tante cose, una fra tutte è come mai io dal mio Tino ci sono scappata senza fermarmi poi troppo. L’incognita del dopo…quella fa parte di un gioco più grande, tutti ce l’hanno nel loro Libro, a volte ne sono forse solo meno consapevoli; noi semplicemente l’abbiamo più chiara perché ci sta a fior di pelle, a fior di mente e più giù, tra l’anima e il cuore, incognita incastrata tra le pieghe del nostro quotidiano incedere.
    Ma è bella la vita, bella comunque!
    Ti abbraccio tutta e bacio piano i tuoi bei pensieri che vagano, Laura

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    1. Ciao Laura, grazie! Sono pienamente d’accordo, la vita e’ bella comunque e forse ancor di piu’, perche’ impari ad apprezzarla piu’ profondamente nelle sue sfumature. Un abbraccio forte a te e in bocca al lupo col tuo Libro 🙂

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