Il fascino discreto del lunedì sera

Non lo sentite materializzarsi dentro di voi e nella stanza in cui state per concedervi un po’ di relax? È il fascino discreto del lunedì sera, dato da quel misto di sollievo per aver superato la prima giornata lavorativa e dal riaccendersi della tensione ansiosa e creativa verso il fine settimana – per chi ce l’ha libero, s’intende.

Ma non soltanto questo. Il lunedì sera è anche il momento in cui mi rendo conto con maggiore intensità dello scorrere del tempo – sempre troppo veloce o troppo lento –. Nella casella del lunedì pestano il loro salto le settimane, si frammentano i mesi in schegge che ci urtano e rimbalzano indietro dissolvendosi, riassorbite chissà dove.

Nel lunedì sera poi si proiettano i buoni propositi del primo dell’anno, rigurgitano le sensazioni del fine settimana, come l’onda sulla riva. È una terra di confine, il lunedì sera, una specie di dogana. È forse a questo che deve il grosso del suo fascino e del suo ambiguo piacere.

Buon lunedì sera a tutti…

Avete un attimo? Vi presento Tino formato libro…

Qualche giorno di assenza dal blog causa dilaganti urgenze lavorative e conseguente mancanza di lucidità nel tentare di dare forma ai pensieri, ma poi, alla fine… ecco che, con un po’ di pazienza mia e altrui, la versione libro di Tino non ci sta è finalmente comparsa su Amazon, a fare compagnia all’ebook. E con questa notizia riapro le mie danze nell’accogliente blogosfera.

>> Vai al libro <<

𝗧𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝘀𝘁𝗮: 𝗱𝗮𝗹 𝗖𝗿𝗼𝗵𝗻 𝗮𝗹 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝘇𝗼

m4rvrs

Dedicato a chi convive con la malattia, a chi la cura, a chi sta vivendo la sua pausa forzata in ospedale, a chi sta per uscirne con qualche novità.

Cosa ci trovate dentro? Il piacere e la disciplina della scrittura spronata da una situazione di disagio, il dolore e la paura, la speranza, suggestioni oniriche ed esistenziali, tanta ironia e poi ancora amore per la vita, poesia, qualche lucertola sfuggita dalla mia penna e una galleria di personaggi pronti a condividere con voi un pezzo della loro storia.


La poesia corrosiva di Mauro Pelosi

Ho scoperto per caso le canzoni di Mauro Pelosi qualche anno fa, cercando non so più che cosa su YouTube e finendo, come sempre, per lasciarmi trasportare dalla corrente e dalla curiosità. Meraviglia, commozione, dolore: è raro imbattersi in pezzi così vivi, in cui parole e musica sono così intensamente, profondamente intrecciate da trascinare chi le ascolta in un’esplosione plastica di immagini, odori, percezioni tattili da scavare l’anima.

All’orgoglio per la novità da condividere con pochi intimi, subentrò lo stupore per il fatto che nessuno, davvero nessuno (nemmeno gli intenditori, nemmeno gli amici speleologi musicali) lo conoscesse. E così, negli anni, l’ho sempre fatto conoscere io, a una manciata di persone che in pochissimi casi l’hanno apprezzato.

Non posso dire di ascoltarlo spesso, non si potrebbe: la bellezza e la forza della sua musica stanno in una poesia dolorosa, così vera e struggente da sconvolgerti, da rompere ogni equilibrio. Torna nella mia vita a cicli, con la stessa dirompenza e la meraviglia della prima volta. Torna quando sento di doverne condividere la poesia con qualcun altro, perché io da sola non riesco a contenerne tutto il dolce-amaro tumulto.

E tornerà di tanto in tanto anche qui sul blog…

Crohn: i miei antidoti personali

I rimedi per il Crohn non sono uguali per tutti. La malattia è un sfida e, come tale, mi piace affrontarla con disciplina e fantasia, proprio come la scrittura e la stessa quotidianità. E se con disciplina mi attengo alla terapia prescritta (o, meglio, studiata e soppesata con i medici), è con fantasia – e altrettanta disciplina – che mi dedico alla ricerca e alla sperimentazione ragionata dei rimedi complementari. Con tangibili benefìci di cui mi rendo conto quando vengono meno attezione e costanza. Ma quali sono i miei rimedi personali per il Crohn?

  • sonno e pasti a ritmi il più possibile regolari (non è sempre facile, ma ci provo);
  • mezzo cucchiaino di erba d’orzo dissolto in una bevanda tiepido-calda (non bollente) o nei succhi/frullati/centrifugati di frutta e verdura fresca;
  • una punta di polvere di masticha da mandare giù con un sorso d’acqua la mattina a digiuno, un po’ prima della colazione;
  • a colazione e prima di dormire, una bevanda calda (solitamente tè verde la mattina, tisana antinfiammatoria a base di artiglio del diavolo e malva oppure rooibos la sera) con il succo di mezzo limone e (la sera) un pezzettino di zenzero in infusione.
  • consumo quotidiano (ma moderato) di noci, mandorle, arachidi e crema di arachidi (buonissima per una colazione sana ed energetica);
  • 3-4 bacche Inca (una specia di piccole more giallognole dal sapore aspro) al giorno, per lo più in ammollo nella bevanda calda del mattino;
  • assunzione ciclica di integratori a base di ferro e vitamina C, D, E;
  • una spolverata di curcuma e (quando ci vuole) di parmigiano sui miei piattoni unici di proteine magre, riso e verdura;
  • una spolverata di cannella sulla crema di arachidi del mattino (da spalmare su gallette di riso, fette biscottate senza lievito o qualsiasi altra superficie vi garbi, compresa quella nuda e cruda del cucchiaio) o, nei periodi latticini-sì, sullo yogurt, insieme al miele;
  • camminare qualche minuto al sole ogni giorno (quando il sole c’è, e ben protetta dalla crema solare anche quando vado in ufficio!): luce e movimento sono il connubio perfetto per un’immediata sensazione di benessere, anche quando si profila una giornata da polli d’allevamento alla scrivania, per ore e ore sotto la luce artificiale.

Versi #9

Da quanti anni sono te?
Corro lontano e non riesco
a liberarmi
dei tuoi modi, dei tuoi gesti.
Ancora e sempre
nelle mie vene come l’autunno,
come quei bassi così scanditi
nella mia testa. La pista
in frantumi e l’amore,
dove mi ha portato l’amore,
così lontano dal primo amore?
A disperdere, oltremare, adolescenziali tossine
e la tua fame ansiosa, distruttiva.
Il buongiorno si vede dal mattino,
ma nel pomeriggio, a Oriente, può tradirsi.

Pioggia, sole forte e Crohn: tutti i sintomi del cambio di stagione

Me ne dimentico quasi, con il dolce equilibrio delle stagioni estreme. E poi ecco, fra i soli febbrili e gli scrosci invernali di febbraio, che mi sorprende l’ormai ben noto dolore infiammatorio al ginocchio sinistro e a entrambe le caviglie.

Ben noto, eppure ogni volta è come la prima; con un po’ di consapevolezza in più. Già lo aspetto, il dolore, acquirsi verso la sera, insieme a un po’ di febbricola, a quella stanchezza ebbra che mi fa passare la voglia di uscire per mettermi dentro quella di guardare un film sul divano. Dovrei forse rivedere la cura con il mio medico – con i miei medici? Come l’anno scorso, come due anni fa. Continua a leggere “Pioggia, sole forte e Crohn: tutti i sintomi del cambio di stagione”