Come ridursi sempre all’ultimo… e farcela :)

Ero quella che a scuola consegnava sempre tutto puntuale. Le verifiche, i compiti, i soldi per la gita, documenti, questionari. Tutto ordinato nelle cartelline, a casa e nella borsa. Poi qualcosa ha cominciato lentamente a sfumare, negli anni, ad allentarsi. Fino ad oggi, totalmente integrata nel costume ellenico di pensarci all’ultimo – tanto tutto si aggiusta, ci dormi lo stesso. E ho sviluppato nuove abilità che, se da un lato minano l’equilibrio psico-fisico per le corse e la tachicardia di stare-per-mancare qualcosa di importante, dall’altro mi hanno aiutato negli ultimi mesi a risparmiare un sacco di tempo. Tempo di tela di ragno sabaudo-scolastica di preparazioni, controlli maniacali, precauzioni, portarsi avanti sempre avanti – non si sa mai, essere pronti, essere i primi! Appunto, non si sa mai, e allora perché pensarci prima, che poi magari non serve e va tutto in altro modo?

Volete un esempio? Continua a leggere “Come ridursi sempre all’ultimo… e farcela :)”

Cosa mi fa innamorare ogni giorno di Atene

È stato amore a prima vista, quello con Atene. Un gioco di sguardi, una questione di pelle e brividi, di riverberi. E l’ho capito subito, fra tutti i posti in cui mi era capitato di passare qualche giorno, che qui era casa mia – il mio centro, la mia fedeltà. La figura complessa e splendente di cui continuare a innamorarmi ogni giorno.

Ma cos’è che mi lega più di tutto a questa città alla quale da qualche anno – o forse da sempre – mi sento appartenere? Sono i greci stessi, a volte, a chiedermelo. E allora che cosa posso dire, fra le tante cose? Continua a leggere “Cosa mi fa innamorare ogni giorno di Atene”

Pragmatismo ed efficienza dei colleghi greci

Che cosa ho imparato dai miei colleghi greci dopo più di due anni di lavoro in un ufficio ateniese e qualche mese di assistenza turistica a contatto con i fornitori locali?

Una cosa che mi ha colpito in entrambe le esperienze è il senso di responsabilità profondo verso la propria mansione e la qualità del proprio lavoro. Niente scuse, niente lamentele: di faccia ne hai una sola e non puoi perderla, tanto più a lavoro. Sennò finisce che perdi pure il lavoro. Si ritrova molto, in questo impegno che magari non è sempre dedizione, del senso dell’onore e della rispettabilità radicato così profondamente nel DNA greco.

Una qualità che apprezzo molto, poi, è la capacità di andare dritto al sodo: pochi giri di parole, poche chiacchiere. Meglio giungere a una soluzione semplice, ma che sia una soluzione, che lambiccarsi in opzioni che potrebbero essere potenzialmente geniali, ma di dubbia e contorta realizzazione. Lato positivo: si resta sorpresi di come in una nazione mediterranea sia talvolta così semplice giungere a una soluzione che metta tutti contenti (e, a lavoro, si rimane disarmati dal pragmatismo risolutivo dei colleghi). Lato negativo: si sente a volte la mancanza del confronto e del barocco soppesare italico, nella cui velleità e improduttività (parlo qui in un’ottica ristretta alle tempistiche lavorative) c’è spesso l’embrione del colpo di genio, di quell’idea libera e creativa che poi reinventa l’arte e la tecnica e fa scuola in tutto il mondo. Ma nei ritmi vorticosi del lavoro in una multinazionale, la semplicità senza fronzoli e un certo pensar modesto sono una specie di difesa, un appiglio nel mare continuamente mosso. Una barriera per non farsi risucchiare l’anima, anche se poi. Continua a leggere “Pragmatismo ed efficienza dei colleghi greci”

Mordi & fuggi a (Roma), Napoli e Procida

Vado a vedere il tramonto dall’altro lato del bacino, dove la materia sotto il sole risulta in una moltitudine caotica di colori e sfumature. Così avevo concluso il mio ultimo post, alla vigilia della partenza.

E l’ho rivisto, un po’ di caos, in arrivo alla Stazione Termini dopo anni di assenza da Roma – un caos umano, commerciale e alimentare. Come avrò modo di vedere anche a Napoli, il progetto Grandi Stazioni ha ormai uniformato tutte le stazioni principali: come a Torino e a Milano, il bagno costa 1 euro e la strada verso i binari si è trasformata in un enorme ibrido fra un centro commerciale e il Salone del Gusto. A stento non si perde l’orientamento nell’ubriacatura di pappatoie di semi-lusso, dove un mezzo bicchiere di spremuta d’arancia può arrivare a costare 5 euro.

procida-sipem-terramurata-malvina-massaro-blogÈ a Procida, prima meta del mio viaggio, che ritrovo non più la violenza cromatica eacustica del caos, ma i morbidi accostamenti e i toni pastello delle case, che rimandano a un’Italia costiera d’altri tempi e ai suoi suoni e, per contro, a vecchie immagini in bianco e nero in cui i colori potevano soltanto intuirsi dalle diverse intensità di grigio. Rosa, giallo e bianco prevalgono guardando la Marina di Corricella dalla Chiesa Santa Margherita di Terramurata. L’impatto è cinematografico, la luce al tramonto diversa, nelle suggestioni, da quella d’Oriente. Più dialogica e consapevole della sua malinconia, forse. Più d’aria e meno di fuoco. Continua a leggere “Mordi & fuggi a (Roma), Napoli e Procida”

Passaggio in Italia di un’italiana all’estero

malvina-massaro-blog-italiani-all-estero-italiaCom’è l’Italia vista dall’estero? Dopo quasi un anno e mezzo che non ci ritorno, è sempre di più estero. Come un amante che riacquista il mistero iniziale dopo un lungo periodo di lontananza.

Così mi sorprendono a un tratto l’entusiasmo e la curiosità di rientrare in patria, alla vigilia di una partenza a cui arrivo come sempre di corsa e con tanti spunti trascurati. L’Italia dall’estero è un paese intrigante, indubbiamente, e ombroso nella sua intriganza, con qualche cosa che non si sa spiegare, che attrae e respinge. È barocca l’Italia dall’estero, con tutti i pregi e i difetti del suo barocchismo, con tutti i suoi volumi contorti. Sembra ancora di sentirne, talvolta, l’aria pesante, di continuo complotto e diffidenza e stai all’occhio che e accenti imbarbariti da anni di. Ma anche di profondità e di sottigliezze e di cura e di cultura e di complessità quasi senza pari. Porpora e oro è l’Italia, con un alone strano, polveroso, di storia e di suggestioni di nomi e di voci che si confondono e sovrappongono come in una nuvola felliniana in decomposizione. Continua a leggere “Passaggio in Italia di un’italiana all’estero”