Poesia della vita da impiegata

Ci penso la sera, mentre sono in metropolitana che torno a casa. Il venerdì pomeriggio quando bevo il caffè alla scrivania per godermi meglio la vigilia del fine settimana. Il sabato lo amo, è pioggia e sole insieme. Tutto. È l’imbarazzo della scelta.

Le cose hanno il sapore di una conquista perché te le guadagni, anche il sonno – che accarezzi avvicinandotici lentamente. C’è la paura ma c’è anche il senso di libertà dato dalla responsabilità condivisa: puoi fare del tuo meglio senza preoccuparti troppo del piano, del futuro, e così puoi pensare anche a te – ai tanti te oppure al nessuno che senti di essere in ogni tua fase. Ci stai dentro, assorto nei tuoi compiti, e poi fuori nei tuoi rituali. Continua a leggere “Poesia della vita da impiegata”

Pragmatismo ed efficienza dei colleghi greci

Che cosa ho imparato dai miei colleghi greci dopo più di due anni di lavoro in un ufficio ateniese e qualche mese di assistenza turistica a contatto con i fornitori locali?

Una cosa che mi ha colpito in entrambe le esperienze è il senso di responsabilità profondo verso la propria mansione e la qualità del proprio lavoro. Niente scuse, niente lamentele: di faccia ne hai una sola e non puoi perderla, tanto più a lavoro. Sennò finisce che perdi pure il lavoro. Si ritrova molto, in questo impegno che magari non è sempre dedizione, del senso dell’onore e della rispettabilità radicato così profondamente nel DNA greco.

Una qualità che apprezzo molto, poi, è la capacità di andare dritto al sodo: pochi giri di parole, poche chiacchiere. Meglio giungere a una soluzione semplice, ma che sia una soluzione, che lambiccarsi in opzioni che potrebbero essere potenzialmente geniali, ma di dubbia e contorta realizzazione. Lato positivo: si resta sorpresi di come in una nazione mediterranea sia talvolta così semplice giungere a una soluzione che metta tutti contenti (e, a lavoro, si rimane disarmati dal pragmatismo risolutivo dei colleghi). Lato negativo: si sente a volte la mancanza del confronto e del barocco soppesare italico, nella cui velleità e improduttività (parlo qui in un’ottica ristretta alle tempistiche lavorative) c’è spesso l’embrione del colpo di genio, di quell’idea libera e creativa che poi reinventa l’arte e la tecnica e fa scuola in tutto il mondo. Ma nei ritmi vorticosi del lavoro in una multinazionale, la semplicità senza fronzoli e un certo pensar modesto sono una specie di difesa, un appiglio nel mare continuamente mosso. Una barriera per non farsi risucchiare l’anima, anche se poi. Continua a leggere “Pragmatismo ed efficienza dei colleghi greci”