Com’è vicina New York

Circa 10 ore di volo – un sonnellino, uno o due film, un paio di pasti, qualche pagina da leggere, oppure un po’ di sano black-out – e da Atene sei a New York, a bordo di un volo dove la prima lingua è l’arabo e tutto intorno a te è crema e oro e velette e luce fuori, di un giorno che non vuole finire mai.

Chi mi conosce lo sa, non mi allontanerei mai dalla vecchia Europa – o, meglio, da quel ventre magico che è per me il Mediterraneo. Gli Stati Uniti in particolare, a parte una breve infatuazione adolescenziale fatta più di sogno che di desiderio, mi hanno sempre suscitato una forma di resistenza. Non paura, più un’antipatia mista a incolmabile senso di lontananza. Una specie di trauma pre-esperienziale. Come un non voler tornare dove non sei mai stato. Finisce che devo andarci per lavoro, e sono dell’umore giusto per affrontare la novità. Continua a leggere “Com’è vicina New York”