Sempre un gran figo col fuoco dentro

Musicalmente parlando è un anno di grazia: quasi tutti i miti viventi – quelli con cui si è formata buona parte del mio immaginario nell’adolescenza – stanno passando da Atene in concerto. Dopo i Bauhaus in inverno, e in attesa dei Cure, New Order e Dead can dance, ieri sera è stata la volta dell’iguana immortale: Iggy.

Quando a salire sul palco è un artista-varco te ne accorgi subito, senti il brivido dell’invasamento di massa. Lo senti, il dio che passa e tocca e respira, come nei poemi epici. Vuole la folla, per alimentare meglio il fuoco che ha dentro. Ha bisogno di incendi, per mantenere accese fiamme che a volte si dimenticano, nei discorsi che ci disinnescano. Energia grezza, potere puro. La storia dentro, che brucia nel fuoco e nei movimenti memorie, che sembrano indolore. È questa la chiave, lasciar bruciare?

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Youtube, due fricchettoni e la serata finisce a Urbino

Massì, lo sai, quando lasci correre Youtube dopo che hai ascoltato quello che cercavi, e lui va a scandagliare fra quello a cui non pensavi ma che era lì che aspettava avessi le mani nel detersivo dei piatti per uscire fuori e portarti in un posto a caso. E dal reggae siciliano ti ritrovi dopo quasi dieci anni a Urbino fra due cugini fricchettoni, le case vecchie l’insalata e i ravanelli. Loro sono i Duo Bucolico, godetevi la voce e i riverberi giamaicani del Montefeltro ipnotico…

 

 

 

 

Avevo un presente che era dio…

…e faceva il cameriere. Anzi, forse due: sono politeista. Prepariamoci di nuovo all’Emilia – acida o paranoica? E intanto ora ho una collega con cui capita di parlare anche di loro, dei CCCP: chiudo gli occhi, e li riscopro per la prima volta in qualche bettola industrial delle periferie del nord, di quelle dove ci si agita. Ci ballo la danza del ventre, oggi, Islam punk und punk Islam – oggi che è da un po’ che non mi perdo a Bodrum. Dove all’alba senza essere andato a dormire ti vesti per correre nei vicoli al canto della preghiera, e non sai nemmeno tu che odori hai addosso. E corri verso il porto. Verso l’aeroporto. A oriente dell’Oriente che è di nuovo Romagna mia. Islam punk und punk Islam.

Istanbul tanz,

Istanbul tanz,

Istanbul tanz, tanz, tanz.

Tanz Istanbul,

Tanz Istanbul,

Istanbul tanz.

Istanbul tanz.